LA LEGGENDA DI ROMOLO E REMO
Visto che sono da oltre un mese in vacanza a Roma, ho pensato di raccontarvi la leggenda delle sue origini, per ricollegarci poi anche all’Eneide e alla visita di alcuni dei luoghi che preferisco della Città Eterna…
Alla fine del racconto, vi propongo anche alcune domande e uno schema per facilitarvi nel riassunto. Vi propongo anche alcuni approfondimenti.
LA LEGGENDA DI ROMOLO E REMO
Rea Silvia era la bella figlia di Numitore, il re della città di Albalonga.
Quando Numitore venne spodestato dal fratello Amulio, lo zio costrinse Rea Silvia a diventare vestale e a rinunciare quindi ad avere figli, perché questi, da grandi, avrebbero potuto rivendicare il diritto a diventare re.
Infatti tra i vari obblighi, le Vestali, cioè le sacerdotesse della dea Vesta, avevano quello dell’assoluta castità
Il dio Marte però si innamoro della bella Vestale e la rese madre di due gemelli, che vennero chiamati Romolo e Remo.
Quando il crudele Amulio venne a saperlo, imprigionò Rea Silvia e abbandonò i due neonati alla corrente del fiume Tevere.

La cesta in cui i gemelli erano stati adagiati galleggiò per qualche tempo sull’acqua quindi si arenò a riva.
Il freddo e la fame avrebbero sicuramente ucciso i due piccoli, ma una lupa, scesa al fiume per bere, udì il loro pianto e li salvò, allattandoli come se fossero i suoi cuccioli.
Dopo qualche tempo, li trovò un pastore, Faustolo, e li portò a casa sua, dove li crebbe come figli suoi.
Crescendo, due si mostrano molto diversi nel carattere: Remo è più risoluto e sembra più adatto al comando. Romolo appare fisicamente più debole, però molto più astuto…
Una volta divenuti adulti, Romolo e Remo scoprirono la verità sulla loro nascita. Fecero quindi ritorno ad Albalonga, uccisero Amulio e restituirono il trono al nonno Numitore.
Decisero quindi di fondare una nuova citta sul colle Palatino e fecero un patto. Chi dei due avesse visto per primo più avvoltoi sarebbe diventato il re della nuova città. La sorte favorì Romolo che, con l’aratro, tracciò i confini della nuova città, che chiamò ROMA.
LA LEGGENDA DI ROMOLO E REMO : Rispondi alle seguenti domande
- IL RACCONTO APPENA LETTO E’ FANTASTICO O REALISTICO?
- Perché ?
- Perché LA LUPA DI ROMOLO E REMO è LEGGENDARIA?
Analisi del testo
- I PROTAGONISTI :
- PERSONAGGI SECONDARI :
- LUOGO DEL RACCONTO
- TEMPO DEL RACCONTO
- I FATTI SALIENTI DEL RACCONTO
LA LEGGENDA DI ROMOLO E REMO : Ma era proprio una lupa?
Esistono tantissime versioni della leggenda. Ad esempio, secondo lo storico Tito Livio ad allattare i gemelli non fu una vera lupa ma una donna di nome Larenzia, chiamata «lupa», cioè prostituta, dai pastori a cui si vendeva.
Invece secondo altri autori, Acca Larenzia era la moglie del pastore Faustolo, che aveva trovato i due gemelli.
LA LEGGENDA DI ROMOLO E REMO … il seguito
Dopo che Romolo ebbe tracciato i confini della sua città, il fratello, convinto di essere stato imbrogliato, saltò il il solco appena tracciato per definire il perimetro della città.
Il gesto venne considerato un vero e proprio atto di invasione e Remo fu ucciso. Eliminato suo fratello, Romolo, infuriato, avrebbe gridato: «Lo stesso accadrà a chiunque altro osi oltrepassare le mie mura».
IL NOME “ROMA”
Da dove deriva il nome della città?
Forse da Romolo, il nome del suo mitico fondatore? possibile, ma non certo.
Secondo altre ipotesi Roma deriverebbe dall’etrusco rumon (flume), quindi il nome significherebbe «la città del flume».
Per altri studiosi, invece, Roma verrebbe dall’osco ruma, che significa colle. Non dimentichiamo che Roma sorgeva su sette colli!