ACCENTO TONICO E GRAFICO : mentre con i miei ragazzi stavamo preparandoci a studiare latino e greco, ci siamo accorti che ci mancava qualche “nozione” di grammatica italiana. Per questo durante questa settimana ci occuperemo di grammatica italiana. Cominciamo da un problema che sembra secondario, ma che in realtà è molto importante per chi studia le “lingue morte”. Gli accenti!
ACCENTO TONICO E GRAFICO: l’accento tonico
In ogni parola della lingua italiana c’è sempre una sillaba che pronunciamo con più forza e intensità delle altre: su questa sillaba cade l’accento tonico.
La sillaba e la vocale su cui cade l’accento sono dette TONICHE. Le sillabe prive di accento sono invece dette ATONE.
A seconda della posizione dell’accento, le parole si distinguono in:
- TRONCHE, se l’accento cade sull’ultima sillaba (dormirò, carità);
- PIANE, se l’accento cade sulla penultima sillaba (càne, lampòne);
- SDRUCCIOLE, se l’accento cade sulla terzultima sillaba (ànfora, dìssero);
- BISDRUCCIOLE, se l’accento cade sulla quartultima sillaba (pàttinano, dàtegliela);
- TRISDRUCCIONE, se l’accento cade sulla quintultima sillaba (ìndicamelo).
ACCENTO TONICO E GRAFICO : l’accento grafico
L’accento grafico si usa solo nella scrittura, in alcuni casi specifici, per indicare la posizione dell’accento tonico.
Ogni parola ha quindi un accento tonico, ma solo alcune parole hanno anche quello grafico.
L’accento grafico è obbligatorio su
- parole tronche di due o più sillabe (farò, città, libertà);
- monosillabi contenenti due vocali o un dittongo (più, giù, con l’eccezione di qui e qua);
- alcuni monosillabi, per distinguerli da parole che si scrivono allo stesso modo, ma hanno significato diverso (dà, da, è, e, né, ne);
- tutte le parole composte che hanno come secondo elemento un monosillabo terminante in vocale:
- composti di tre (trentatré)
- composti di su (quassù)
- composti di blu (rossoblù)
- composti di re (viceré).
L’accento grafico è facoltativo:
- per distinguere gli omografi, ovvero parole che si scrivono allo stesso modo ma assumono significati diversi a seconda della sillaba dove cade l’accento. Esso però è necessario se le parole possono confondersi tra loro e rendere quindi incomprensibile il testo;
- per indicare la corretta pronuncia di parole difficili e rare oppure se esistono dubbi sulla corretta pronuncia della parola.
RICORDA:
La FONOLOGIA studia i suoni con cui sono costruite le parole che usiamo ogni giorno. L’ ORTOGRAFIA invece è la parte della grammatica che indica le regole per la corretta scrittura delle parole.
FONEMI sono i singoli suoni con cui sono costruite le parole. Possiamo trascrivere tali suoni con segni opportuni, detti GRAFEMI o LETTERE.
L’insieme delle lettere di cui è composta una lingua prende il nome di alfabeto. Le lettere dell’alfabeto si dividono in due categorie: vocali e consonanti.
Oltre che degli accenti, la fonologia studia anche
- SILLABE, ovvero gruppi di lettere pronunciati con un’unica emissione di voce;
- segni di interpunzione, con cui si rendono le pause del discorso.
ACCENTO TONICO E GRAFICO : attenti agli errori
Il rischio di commettere errori nella pronuncia, tuttavia, esiste, soprattutto quando si tratta di parole
sdrucciole o bisdrucciole
Di seguito trovate perciò un elenco con la corretta pronuncia di alcune parole che più spesso pronunciamo male. Vi segnalo la pronuncia corretta
- amàca (e non àmaca)
- autòdromo ( e non autodròmo)
- edìle (e non èdile)
- fortùito (e non fortuìto)
- gladìolo (e non gladiòlo)
- gratùito (e non gratuìto)
- infìdo (e non ìnfido)
- leccornìa (e non leccòrnia)
- mollìca (e non mòllica)
- pudìco ( e non pùdico)
- rubrìca (e non rùbrica)
- salùbre ( e non sàlubre)


ACCENTO TONICO E GRAFICO : parole enclitiche e proclitiche
Alcune parole monosillabe non hanno accento proprio, ma si appoggiano nella pronuncia alla parola che segue o che precede:
- proclitiche sono le parole che per la pronuncia si appoggiano sulla parola che le SEGUE;
- enclitiche sono le parole che per la pronuncia si appoggiano sulla parola che le PRECEDE
Sono proclitiche
- articoli determinativi: il, lo, la, i, gli, le
- preposizioni: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra
- particelle pronominali: mi, ti, si, ci, vi, lo, la, le, li, gli
- congiunzioni: e, o, ma, se
- avverbi: ci, vi, ne, non
Sono enclitiche
- le particelle pronominali e avverbiali che seguono il verbo, da sole o in coppia:
- aiutami, digli, prenderne, tornaci, dimmelo, andiamocene
RICORDA : Quando due proclitiche seguono l’una all’altra, si scrivono sempre separate:
me lo portò
te ne pentirai
Fa eccezione la particella pronominale gli (glie) seguita dai pronomi lo, la, li, le, ne, con cui forma una parola sola:
glielo, gliela ecc.